Segnalo agli studenti interessati e volenterosi alcuni indirizzi di siti che propongono esercizi sulla retta, con soluzioni
http://www.math.it/quiz/analitica/index.htm
http://www.nauticolonnaroma.it/INIZIAL.htm
http://dida.fauser.edu/matetri/donati/retta/esercizi/esretta.html
http://www.itg-rondani.it/dida/Matem/ipermonica/retta_par/index.html (qui gli esercizi sono al fondo della pagina, al termine della teoria)
Numerosi problemi proposti e svolti sulla retta si trovano all'indirizzo http://www.webalice.it/francesco.daddi/retta_nel_piano_cartesiano.html
è un sito ricco ed interessante, da visitare.
Un blog didattico di MATEMATICA e FISICA per gli studenti delle mie classi dell' IIS Fermi Galilei di Ciriè. Qui possono: approfondire gli argomenti trattati in classe, reperire materiali utili per il ripasso e le esercitazioni, trovare link a siti interessanti e suggerimenti per percorsi di studio individuali.
sabato 20 novembre 2010
martedì 14 settembre 2010
LA RELAZIONE DI LABORATORIO
Al termine di un esperimento di laboratorio viene chiesto di scrivere una relazione, che sia uniforme ai seguenti criteri generali:
o La relazione è un elaborato tecnico, non è un piccolo trattato sull'argomento in questione né la cronaca degli eventi accaduti durante l'attività di laboratorio. Non vanno pertanto inseriti nella relazione né il riassunto delle pagine del libro di testo sull'argomento, né i fatti particolari (a meno che non abbiano influito sui risultati dell'esperimento).
o La lettura della relazione deve permettere a chiunque di ripetere lo stesso esperimento. Da qui la necessità di indicare sempre:
1. l'obiettivo dell'esperimento
2. la logica interna dell'esperimento, cioè il motivo per il quale l'esperimento è stato eseguito in quel modo
3. la fisica dell'esperimento, cioè gli argomenti, i temi, le leggi della fisica che si riferiscono all'esperimento svolto
4. la descrizione del materiale e delle attrezzature occorrenti, del montaggio dell'apparecchiatura
5. il procedimento, cioè la descrizione delle operazioni da eseguire
6. le tabelle dei dati sperimentali raccolti
7. l'elaborazione matematica dei dati
8. gli eventuali grafici
o Occorre sempre trarre delle conclusioni dalle osservazioni fatte e dai dati raccolti e indicare se si è raggiunto l'obiettivo dell'esperimento. Può accadere che i dati ottenuti abbiano un errore grande o che siano incompleti: in questi casi si possono ripetere le misure e si cerca di individuare le cause di errore.
o La relazione è un elaborato tecnico, non è un piccolo trattato sull'argomento in questione né la cronaca degli eventi accaduti durante l'attività di laboratorio. Non vanno pertanto inseriti nella relazione né il riassunto delle pagine del libro di testo sull'argomento, né i fatti particolari (a meno che non abbiano influito sui risultati dell'esperimento).
o La lettura della relazione deve permettere a chiunque di ripetere lo stesso esperimento. Da qui la necessità di indicare sempre:
1. l'obiettivo dell'esperimento
2. la logica interna dell'esperimento, cioè il motivo per il quale l'esperimento è stato eseguito in quel modo
3. la fisica dell'esperimento, cioè gli argomenti, i temi, le leggi della fisica che si riferiscono all'esperimento svolto
4. la descrizione del materiale e delle attrezzature occorrenti, del montaggio dell'apparecchiatura
5. il procedimento, cioè la descrizione delle operazioni da eseguire
6. le tabelle dei dati sperimentali raccolti
7. l'elaborazione matematica dei dati
8. gli eventuali grafici
o Occorre sempre trarre delle conclusioni dalle osservazioni fatte e dai dati raccolti e indicare se si è raggiunto l'obiettivo dell'esperimento. Può accadere che i dati ottenuti abbiano un errore grande o che siano incompleti: in questi casi si possono ripetere le misure e si cerca di individuare le cause di errore.
martedì 18 maggio 2010
RETTA TANGENTE AD UNA CURVA
Una relazione sul concetto attuale di retta tangente, che ne ripercorre la genesi storica, in questo link.
E' possibile anche accedere ad un glossario dei termini matematici cliccando qui.
E' possibile anche accedere ad un glossario dei termini matematici cliccando qui.
mercoledì 28 aprile 2010
FILMATI DI FISICA SUL WEB
Una collezione di video di fisica, che possono essere di aiuto per chiarire i concetti. I filmati sono ben catalogati, corredati da un breve commento e la ricerca dei contenuti è facilitata.
lunedì 29 marzo 2010
INTERFERENZA DEL SINGOLO ELETTRONE
Questa esperienza dimostra un concetto chiave della meccanica quantistica, cioè che a livello microscopico particelle materiali come gli elettroni si comportano anche come onde. Fu ideato e pensato nel dettaglio ben prima che fosse tecnicamente possibile realizzarlo. Era considerato un Gedankenexperiment, un esperimento concettuale, uno di quelli importanti nella storia della fisica dei quanti. Ancora nelle sue lezioni tenute all’inizio degli anni ’60, il premio Nobel Richard Feynman affermava che era impossibile svolgerlo ad una scala sufficientemente piccola da essere interessante.
La prova decisiva però doveva mostrare che il fenomeno dell’interferenza si verifica anche con un solo elettrone: furono tre italiani, Pier Giorgio Merli, GianFranco Missiroli e Giulio Pozzi, a portare a termine per primi l’esperimento con un singolo elettrone, nel 1974.
L'interferenza è un fenomeno caratteristico di tutti i tipi di onde, da quelle sonore a quelle del mare.
È quello che succede ad esempio quando si lanciano due sassi in uno stagno. Le piccole onde che si formano nell'acqua si sommano in altezza in alcuni punti e si annullano a vicenda in altri. Un effetto analogo avviene per un raggio di luce che passa attraverso due fenditure affiancate, come dimostrò Thomas Young: oltre le aperture non compaiono due strisce luminose verticali, ma una serie di frange alternativamente chiare e scure. E la stessa cosa succede agli elettroni e, in particolare, anche se si considera un singolo elettrone per volta.
Visitate il sito interamente dedicato a questo esperimento
La prova decisiva però doveva mostrare che il fenomeno dell’interferenza si verifica anche con un solo elettrone: furono tre italiani, Pier Giorgio Merli, GianFranco Missiroli e Giulio Pozzi, a portare a termine per primi l’esperimento con un singolo elettrone, nel 1974.
L'interferenza è un fenomeno caratteristico di tutti i tipi di onde, da quelle sonore a quelle del mare.
È quello che succede ad esempio quando si lanciano due sassi in uno stagno. Le piccole onde che si formano nell'acqua si sommano in altezza in alcuni punti e si annullano a vicenda in altri. Un effetto analogo avviene per un raggio di luce che passa attraverso due fenditure affiancate, come dimostrò Thomas Young: oltre le aperture non compaiono due strisce luminose verticali, ma una serie di frange alternativamente chiare e scure. E la stessa cosa succede agli elettroni e, in particolare, anche se si considera un singolo elettrone per volta.
Visitate il sito interamente dedicato a questo esperimento
martedì 9 marzo 2010
ONDE ELETTROMAGNETICHE
Un elettrone immobile genera, a causa della sua carica, una forza elettrica nello spazio circostante - il campo elettrico - che diminuisce come l'inverso del quadrato della distanza.
Supponiamo ora di far oscillare avanti e indietro l'elettrone: il campo elettrico nei punti dello spazio vicini a lui viene perturbato a causa della variazione della sua posizione. Ma non solo: una variazione di campo elettrico genera un campo magnetico variabile.
Supponiamo ora di far oscillare avanti e indietro l'elettrone: il campo elettrico nei punti dello spazio vicini a lui viene perturbato a causa della variazione della sua posizione. Ma non solo: una variazione di campo elettrico genera un campo magnetico variabile.
Queste oscillazioni del campo elettrico — e quindi anche del campo magnetico — si propagano dall'elettrone generando le onde elettromagnetiche.
Un secondo elettrone, che si trovi fermo ad una certa distanza dal primo, comincerà ad oscillare non appena investito dall'onda elettromagnetica prodotta da quell'elettrone.
Un secondo elettrone, che si trovi fermo ad una certa distanza dal primo, comincerà ad oscillare non appena investito dall'onda elettromagnetica prodotta da quell'elettrone.
Anche il campo elettrico del secondo elettrone, perturbato dalle oscillazioni del primo, genererà a sua volta un campo elettrico variabile ed un campo magnetico variabile, consentendo così la propagazione dell'onda stessa.
La radiazione è, dunque, composta da onde elettromagnetiche, che consistono nell'oscillazione simultanea di un campo elettrico e di un campo magnetico. Queste onde si propagano in direzione ortogonale a quella di oscillazione di entrambi i campi.
Un'onda elettromagnetica viene emessa ogni volta che una particella carica subisce un'accelerazione.
Poiché gli elettroni sono 1800 volte più leggeri dei protoni, vengono accelerati molto più facilmente.
Un ricco dossier sulle onde elettromagnetiche e le loro applicazioni in questo sito.
La radiazione è, dunque, composta da onde elettromagnetiche, che consistono nell'oscillazione simultanea di un campo elettrico e di un campo magnetico. Queste onde si propagano in direzione ortogonale a quella di oscillazione di entrambi i campi.
Un'onda elettromagnetica viene emessa ogni volta che una particella carica subisce un'accelerazione.
Poiché gli elettroni sono 1800 volte più leggeri dei protoni, vengono accelerati molto più facilmente.
Un ricco dossier sulle onde elettromagnetiche e le loro applicazioni in questo sito.
venerdì 19 febbraio 2010
TRASFORMAZIONI SUI GRAFICI
Schema riassuntivo per operare trasformazioni su grafici assegnati, per studenti di quarta e di quinta.
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